Tempo fa mi aveva colpito una frase che diceva così:” Voglio essere quello che mio padre non è mai stato perché mio figlio sia quello che io non sarò mai.”

Fondamentale è leggere questo pensiero nella posizione di persona responsabile, cosciente che si è parte del problema, invece che da vittima che, per definizione, non si sente parte del problema.

La possibilità di crescita è immediata e potente: scrivete su un foglio, senza giudicare ma con serena lucidità, quali siano state le azioni, le parole, le mancanze, le delusioni nate dal rapporto con vostro padre. Scrivetele, con calma, su un foglio.
Quando l’elenco vi sembrerà completo (prendetevi del tempo, anche una settimana se serve) scrivete a fianco di ogni parola, fatto o situazione ciò che lui ha fatto / cosa vi ha fatto provare / cosa avreste fatto voi.
Una volta completato costruite frasi così composte: “io – se dovessi ecc. ecc. – con NomeFiglio/a – agirei così”.

Quando avrete terminato, e per terminato intendo riscritto tutto con ordine, custodite quel foglio.

Ogni tanto, specie dopo aver avuto un attrito con vostro figlio/a, andate a rileggere la riga di competenza: se starete andando nella direzione desiderata avrete fatto un passo avanti e starete davvero costruendo un futuro diverso per vostro figlio/a.
Se, al contrario, vi ritroverete onestamente in una posizione più simile a quella di vostro padre, potrà essere un ottimo stimolo per cominciare davvero ad essere diverso.

DIVERSO NON DA VOSTRO PADRE,
MA DA QUEL QUALCUNO CHE DESIDERATE NON ESSERE.